Plasmi carenti e di controllo
Un plasma carente è plasma umano nel quale un singolo fattore della coagulazione è assente o ridotto a tracce, mentre gli altri restano nell'intervallo normale. Serve come matrice di riferimento nei saggi coagulativi a uno stadio: il plasma del paziente viene diluito nel plasma carente, che fornisce tutti i fattori tranne quello in esame, cosicché il tempo di coagulazione dipende solo dal fattore misurato. Nel catalogo CABRU la gamma è di Affinity Biologicals — 74 referenze che coprono 47 fra fattori e proteine dell'emostasi — affiancata dai prodotti di BioMedica Diagnostics.
Le tre tipologie e a che cosa servono
| Tipologia | Referenze a catalogo | Che cosa contiene | Impiego |
|---|---|---|---|
| Plasma carente | 44 | Un singolo fattore assente, gli altri nell'intervallo normale | Substrato per il dosaggio di quel fattore |
| Plasma con inibitore | 21 | Un inibitore verso un fattore, a titolo lieve, moderato o elevato | Verifica dei metodi che quantificano gli inibitori |
| Plasma di controllo | 9 | Pool normale, campione a valori alterati, set di donatori | Controllo di qualità e verifica di taratura |
Come nasce un plasma carente
Le vie di produzione sono due, e non sono equivalenti. Il plasma congenitamente carente proviene da donatori con la deficienza: conserva la composizione fisiologica del plasma, ma è materiale raro e la disponibilità dipende dai donatori. Il plasma immunodepleto si ottiene rimuovendo per via immunoaffine il fattore bersaglio da un pool normale: è riproducibile su scala e disponibile per tutti i fattori, a costo di una manipolazione che tocca anche il resto della matrice. Per entrambe le vie la specifica dichiarata dai produttori è normalmente un'attività residua del fattore bersaglio inferiore all'1%, con gli altri fattori nell'intervallo normale: il valore effettivo del lotto va sempre letto sul certificato di analisi.
Congelato o liofilizzato, e la fase pre-analitica
A catalogo 48 referenze sono congelate e 25 liofilizzate; il formato prevalente è il flacone da 1 ml in confezione da cinque, presente su 65 referenze. Il congelato mantiene la matrice più vicina all'originale ma richiede catena del freddo, scongelamento rapido a 37 °C e uso immediato, senza ricongelare. Il liofilizzato tollera meglio il trasporto, ma il volume di ricostituzione e il tempo di equilibratura vanno rispettati alla lettera, perché un errore di volume si traduce direttamente in un errore di attività. A monte conta la fase pre-analitica del campione con cui si lavora: citrato di sodio nel rapporto previsto, plasma povero di piastrine, tempi di centrifugazione e conservazione secondo il metodo. Il contesto d'uso è descritto nella pagina Emostasi e coagulazione; l'elenco delle referenze, con codici e formati, è nel catalogo prodotti.
